ANNIVERSARIO La nascita della Corea del Nord

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TESTO:

I jet formano il numero 70, tanti sono gli anni della Corea del Nord. La folla applaude convinta. Nella piazza più grande di Pyongyang, sfilano  migliaia e migliaia di  soldati,  carri armati, artiglieria, missili a corto raggio. Ma ciò che colpisce  è l’assenza delle armi più sofisticate, i missili intercontinentali capaci di raggiungere il suolo smerciano, sperimentati con successo lo scorso anno e costati al regime   sanzioni draconiane.  E’ il  segno della  volontà  di Pyongyang di non spezzare gli esili fili del negoziato sulla denuclearizzazione.

Tra gli ospiti, spicca il potente Presidente del Parlamento cinese, Li Zhanshu.  Kim Jong-un gli solleva la mano, a sottolineare  una  ritrovata sintonia con l’alleato.  Resta il fatto che Xi Jinping non è ancora venuto a Pyongyang, nonostante i ripetuti inviti ricevuti da Kim nel corso delle sue tre visite in Cina.

Le celebrazioni cadono in un momento delicato.

La scorsa settimana, Trump ha cancellato la missione del segretario di Stato Pompeo a Pyongyang, lamentando mancanza di progressi nei negoziati. Ieri  però ha  rivelato che  Kim Jong-un gli ha scritto una lettera personale.  Il tono minore della parata di oggi sembra scongiurare che si torni al muro contro muro. Almeno per ora.

CINA ALIBABA

Suervizio Tg1 ore 20 del 8/9/2018: CINA ALIBABA

Testo

JackMa, icona della nuova Cina, l’uomo che ha rivoluzionato il modo in cui i cinesi acquistano, lunedì prossimo, al compimento del 54esimo  anno, lascerà la carica di presidente operativo di Alibaba  per dedicarsi alla filantropia.  Una decisione insolita: in Cina, i tycoon  restano in sella fino ad età  avanzata. Insolita anche la modalità dell’annuncio, con una intervista  al  New York Times.

Fisico  da maestro tai qi, – arte che da giovane ha praticato –  Jack Ma è l’incarnazione cinese  del mito americano del  self made man,  dell’ uomo che ha successo  partendo da zero.  Di umili origini, Jack Ma non ha mai eccelso negli studi.  Il suo tallone d’Achille la matematica. Tra il serio e il faceto, ama dire che ancora oggi non sa come funzioni un algoritmo. Ha fondato Alibaba  nel 1999, in una stanza  della sua modesta casa. In meno di 20 anni, è  riuscito a far diventare la sua creatura un colosso mondiale dell’e-commerce   Lo scorso anno, nel giorno dei saldi, sulla sua piattaforma internet  venduti  prodotti per 25 miliardi di dollari, quattro volte più  di quanto faccia  Amazon  nel Black Friday

Lascia la guida del colosso cinese in un momento in cui il Partito commista sta rafforzando  la sua capacità di indirizzo in tutti i settori economici, compreso  quello privato.

 

La campagna d’Africa dell’imperatore cinese

La campagna d’Africa di può aiutare a contenere il flusso dei ? Tg1 ore 20 : per vedere il servizio clicca il link qui sotto:

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Testo:

Xi Jinping accoglie i suoi ospiti uno ad uno, nella Grande sala del Popolo.  53 strette di mano, tanti sono i capi di stato e di governo  dei Paesi africani venuti alla sua  corte.  Il presidente cinese più potente dai tempi di Mao  è riuscito a radunare  a Pechino tutti i leader di un continente che fino a poco tempo veniva definito  dimenticato.  Annuncia  altri 60 miliardi di dollari in finanziamenti e aiuti nei prossimi tre anni, che si aggiungono ai 170 miliardi già investiti dalla Cina in Africa.

Un fiume di denaro che nell’arco di pochi anni ha cambiato il volto del Contenete: strade, ferrovie, aeroporti porti, parchi industriali. “Non investiamo in progetti futili, ma in infrastrutture che aiutano l’Africa a svilupparsi, senza secondi fini politici”, dice Xi Jinping. Che annuncia anche la cancellazione del debito per i Paesi più poveri.

In Occidente,  Istituti  di ricerca e agenzie governative  mettono in guardia dal rischio rappresentato  per l’Africa dalla  crescita vertiginosa dell’indebitamento.   C’è anche chi spera però che gli investimenti cinesi inneschino una dinamica virtuosa, riducendo la povertà  e di conseguenza  il flusso dei migranti.

Di certo gli aiuti allo sviluppo cinesi  sono molto  ben accolti dai diretti interesstai. “Non è neocolonialismo” assicura  il più importante degli ospiti, il presidente sudafricano Cyril  Ramaphosa.  Al contempo però chiede rapporti  commerciali più equi. La Cina importa dall’Africa materie prime e esporta prodotti finiti. Un disequilibrio che alla lunga non è sostenibile.

Myanmar, cronisti condannati. Appello Onu: liberi subito

La condanna dei due giornalisti della Reuters: servizio Tg1: clicca il link qui sotto:

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Testo:

Escono dal tribunale, i volti bui, anche se – dicono, – condanna  se l’aspettavano, era scritta con inchiesto indelebile. Sette anni di prigione per aver condotto un’inchiesta giornalistica su un massacro. Il processo di democratizzazione del Myanmar segna una nuova battuta d’arresto.    I due giornalisti della  Reuters erano stati arrestati i a dicembre, mentre raccoglievano  prove sul coinvolgimento di militari e estremisti buddisti  nell’uccisione di dieci contadini rohingya. Secondo l’accusa,  erano in possesso di documenti  segreti, un reato che risale all’epoca coloniale.  In realtà contri i due cronisti tesa una trappola. A confermarlo anche l un poliziotto, che al processo ha svelato l’esistenza di un piano della autorità per mettere il bavaglio ai due giornalisti scomodi.

E’  un giorno triste per il Myanmar,  commenta  il direttore della Reuters.

Il 27 agosto, una commissione indipendente dell’Onu, per la prima volta, ha accusato l’esercito di genocidio e chiesto che i vertici militarti siano giudicati dalla Corte internazionale.  Le Nazioni Unite hanno anche criticato la premio nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, per non aver fatto sentire la sua voce durante la repressione militare dello scorso anno, che ha costretto alla fuga in Bangladesh 700 mila rohingya, una minoranza musulmana cui il Myanmar nega diritto di cittadinanza.