Voci dall’hutong: Bingyi

 

BinBingyugyi è una delle più poliedriche  artiste cinesi: architetta, scrittrice, critica d’arte, pittrice, e ora anche regista. Le sue opere hanno sempre qualcosa di “estremo” .  Sono  gigantesche, come quella  dell’aeroporto di Shenzhen per la cui realizzazione è salita su un elicottero e ha bombardato  con l’inchiostro la tela.. Oppure sono  opere in miniatura, come le creature realizzate con un pennello così sottile che il tratto  può  essere apprezzato solo con la lente d’ingrandimento.

 

 

 

 

 

BorsaDa un paio di anni, Bingyi si dedica anima e corpo al  progetto hutong. L’obiettivo  è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di salvare i  quartieri storici di Pechino dall’incuria e dalle ruspe. Fulcro del progetto, un film artistico  che narra  la storia  di un amore negato, metafora. di una Pechino che volta le spalle alla sua parte più autentica.. Nelle foto, Bingyi in uno dei luoghi delle riprese, la prima borsa di Pechino (1918 – 1948), un elegante edificio di pianta rettangolare che versa in un deprecabile stato di abbandono.

Ritorno in Birmania, Speciale Tg1 del 7/6/2015, di Claudio Pagliara

Ritorno in Birmania: VIDEO

Tre anni dopo le prime elezioni democratiche tenute dopo 50 anni di dittatura militare, viaggio in Myanmar, l’ex Birmania, tra i templi che incantano i turisti e le stridenti contraddizioni di un cambiamento appena avviato: il boom degli investimenti stranieri che cambiano il volto di Yangon, la vecchia capitale; la rapida penetrazione di internet tra i giovani; a fianco dell’estrema povertà della gran parte della popolazione e delle lotte dei contadini contro l’esproprio delle terre da parte dei militari. La forte spiritualità delle pagode dedicate a Budda, e le persecuzioni etniche e religiose delle minoranze. La megalomania della nuova capitale, Naiypydaw, una delle più stravaganti del mondo, quasi disabitata, e lo scenario mozzafiato delle mille pagode di Bagan, uno dei luoghi archeologici più suggestivi del pianeta. A Speciale Tg1, un reportage, alla scoperta della nuova frontiera, l’ultima dell’Asia, mentre – a pochi mesi dalle elezioni che vedono favorita la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi – si riaffacciano i fantasmi del passato con la nuova ondata repressiva che colpisce studenti e giornalisti.

Cina mon amour, Speciale Tg1 del 30/12/2014, di Claudio Pagliara

Cina Mon Amour: VIDEO 

 

Viaggio nella Cina che cambia e che sta per strappare agli Stati Uniti lo scettro di prima potenza economica al mondo: le megalopoli nate dai vecchi villaggi rurali; le ultime frontiere della ricerca e dell’hi-tech; i nuovi stili di vita che si impongono sulla scia del benessere, dalla moda, al cibo, al divertimento. E soprattutto i giovani, la generazione figlia del boom economico, protagonista di questa rivoluzione. A Speciale Tg1 un viaggio, di settemila chilometri, per scoprire il volto sconosciuto della Cina e i suoi contrasti: le lotte sindacali per migliorare le condizioni di vita e i nuovi miliardari che conquistano la finanza mondiale, le nuove opportunità per gli imprenditori italiani, la tradizione che resiste al cambiamento, la sete di libertà che sfida la censura.